In March

Da freut sich Sandro: Vorgestern fand das erste Treffen der Kinder statt, die im Frühling das Sakrament der Firmung in unserer Pfarrgemeinde erhalten werden. Er erzählte, der Pfarrer habe ein paar lustige und viele ernste Dinge gesagt. Dann habe jedes Kind einen Brief mitbekommen, auf dem Gedanken und Fragen zur Firmung stehen, sowie ein Mandala zum Ausmalen. Der Brief muss von Eltern und dem Kind unterschrieben werden.

Sandro é contento: l’altro pomeriggio c’é stato il primo incontro dei ragazzi che a marzo parteciperanno alla cresima nella nostra parrocchia. Ha raccontato che il parroco ha detto alcune cose divertenti e molte cose serie. Poi ognuno ha ricevuto una lettera con alcune riflessioni e domande sulla cresima, un mandala da colorare, e sotto due righe da firmare dal ragazzo e dai genitori.

11 Antworten zu In March

  1. Da noi la cresima si fa un po‘ dopo, attorno ai 12 anni, e francamente la cosa non mi piace, soprattutto per l’impressione che vogliano trattenere i ragazzi con un trucchetto, perché sono rassegnati al fatto che dall’anno seguente non ne vedono più nessuno.
    Inoltre questo ritardo non si giustifica in termini di preparazione: continuano a parlare di tutto e di niente in modo generico, anche per questo ho chiesto (e ottenuto) di poter fare catechismo a casa ai miei figli (se non mi fossi avvicinata all’homeschooling forse non mi sarebbe neppure venuto in mente di proporlo). Credo che prossimamente ne parlerò in maniera più approfondita nel blog.
    Buon percorso a Sandro!

    • Sybille sagt:

      Qui si festeggia ogni due anni con i ragazzi di prima e seconda media insieme. Devo dire che l’esperienza con John era stata molto positiva, spero che lo sia anche per Sandro, lui ci tiene molto e dev’essere piacevole lavorare con lui su questi temi. Sì mi interesserebbe un tuo post su questo tema. Ciao e grazie!

  2. Micha sagt:

    Bei uns werden die Kinder erst mit 16 Jahren gefirmt. Oder meintest du Konfirmation (evangelisch)?

    • Sybille sagt:

      Ich meinte schon die römisch-katholische Firmung. Ich glaube, da hat jede Diözese oder auch Pfarrgemeinde freie Hand mit der Festsetzung des Alters.

  3. melanele sagt:

    La blogosfera è sempre utile! Anche io volevo fare catechismo a casa, ma pensavo non fosse possibile! Ora scrivo subito a d. per informazioni…
    Secondo me è un bene la cresima da bambini: a quell’età possiedi ancora una spiritualità autentica. Con la preadolescenza si rischia di farsi prendere dalle dinamiche del gruppo, e infatti sono ben pochi quelli che decidono di cresimarsi. Il tutto peggiorato dalla qualità del catechismo, o troppo severo, ma molto spesso ridotto ad una serie di chiacchiere, giochi, merende nel caos più totale.

    • Sybille sagt:

      Ehm, ora anch’io devo fare una domanda a voi. Non sono sicura di aver capito: „fare catechismo a casa“, cioé come funziona da voi altrimenti? Qui i ragazzi fanno due incontri di mezz’oretta in chiesa con il parroco e poi si formano dei gruppi di 4-6 ragazzi con mamme disposte ad accompagnarli durante il percorso. Si trovano per circa 10-12 volte, una volta alla settimana per due orette, e seguono le lezioni di un libretto fatto appositamente dalla diocesi, con testi, canti, quiz ecc. Vanno anche a fare visita ad una casa di riposo e/o un convento. Ad esempio John con il suo gruppo é stato a visitare la casa di cura per persone non vedenti.
      Rileggendo quello che avete scritto voi „volevo fare c. a casa“ mi viene il dubbio che invece non si fa a casa a gruppetti dalle mamme disposte. Si fa lezione con il parroco dunque? O ho capito male io?

      • melanele sagt:

        Cara Sybille, anche io non capisco bene… ma i vostri bambini si trovano a fare catechismo a casa di uno o dell’altro? E chi dirige l’incontro?
        Qui ci si trova in una sala della parrocchia, 1 volta per settimana, per 2 anni (sia per la comunione che per la cresima). L’incontro è diretto in genere da due catechisti più un sacerdote.

      • Sybille sagt:

        Allora qui é cosí, sia per comunione che per cresima: il parroco si trova con i genitori e in quell’incontro chiede la disponibilitá di alcune mamme, e queste si dividono i gruppetti di bambini (circa 4-6 bambini a testa). La madri poi hanno un’altro incontro, dove ricevono qualche istruzione, il materiale didattico ecc. E poi sí, ogni gruppo una volta la settimana va a casa di questa mamma e fa la preparazione in questo modo. Alla fine, dopo la cerimonia, c’é anche un incontro dove si ritrovano tutti insieme.
        No, non dura due anni, iniziano gli incontri a circa fine ottobre e la cresima é ai primi di marzo.

  4. Catia sagt:

    Sono stata catechista per molti anni e ho sempre cercato di farlo seriamente nè in modo troppo severo nè troppo frivolo (merende durante l’ora di catachismo, mai! Una cena in oratorio con tutti i genitori in occasioni particolari! Quello si!)
    Credo che Daniela voglia dire che farà lei catechismo ai suoi figli non anche ad altri bambini (mi sbaglio?).
    Non credevo si potesse fare, ma in ogni caso non l’avrei fatto un po‘ perchè essendo figlia unica Matilde ha bisogno di occasioni di incontro e di scambio e un po‘ perchè secondo me si perde un pochino il senso della comunità.
    Matilde ha cominciato ieri il catechismo che la preparerà alla prima confessione.

  5. perfectioconversationis sagt:

    Qui funziona così: ci sono delle grandi classi (circa 20 bambini) seguite da una catechista, più o meno esperta (ogni anno si fanno grandi appelli alle mamme per trovare delle volontarie). Ci si trova in parrocchia, che ha delle aule apposite, e tutti i bambini della stessa età fanno la stessa lezione nello stesso giorno (cioè c’è un forte accentramento dell’attività, che viene proposta alle catechiste in modo „standardizzato“). Esempio: il giorno x si trovano 4 classi di bambini di terza elementare, quel giorno tutti fanno da pagina 27 a pagina 30 del libro, tutti hanno lo stesso compito a casa, a tutti vengono dette all’incirca le stesse cose.
    I miei figli si annoiano, le „lezioni“ sono molto generiche e solitamente il problema più serio è quello della disciplina (c’è una gran confusione).
    Io farei catechismo solo ai miei figli, al di fuori della prassi della parrocchia, soprattutto per motivi logistici. Per quanto riguarda il senso della comunità, capisco cosa vuole dire Catia, ma secondo me il primo modo per sentirsi parte di una comunità cristiana è di partecipare alla Santa Messa. In secondo luogo io sono in contatto con le catechiste ufficiali e i miei figli parteciperanno ad alcuni incontri particolari (di preghiera, in preparazione dei canti per il Natale o per altre cerimonie…), infine, nel nostro piccolo, anche la nostra famiglia è una comunità.

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