Wonder Tree

10. November 2010

Unsere Pflanze des Monats ist der Wunderbaum, Rizinus. Derzeit blüht diese Pflanze auf unserem Balkon. Natürlich wächst sie hier nur als einjährige Zierpflanze, denn heimisch ist sie eigentlich in Afrika und im Nahen Osten.

La nostra pianta del mese é il ricino, chiamato anche Albero delle Meraviglie, ‚Wunderbaum‘ in tedesco. Al momento sta fiorendo sul nostro balcone. Ovviamente da noi cresce solo durante una stagione e verso inverno muore, visto che é una pianta originaria dall’Africa e Medio Oriente, avrebbe bisogno di un altro clima per crescere come un vero albero.


Jedenfalls erhalten wir Jahr für Jahr diese hübschen Samen, Castorbohnen genannt, und wir pflanzen sie im Frühling wieder in die Erde.
[Beim Wort „Castor“ denken wir derzeit natürlich auch an einen anderen Bezug, nämlich an „cask for storage and transport of radioactive material“, die neueste Fahrt des Atommülls von Frankreich nach Deutschland. Weil Du-weißt-schon-Wer laut seinem Regierungsprogramm auch in Italien so bald wie möglich die Atomenergie wieder einführen will, sehen wir einer strahlenden Zukunft entgegen. Wo Italien nicht einmal mit seinem gewöhnlichen Hausmüll zurechtkommt. Aber wir werden alles Mögliche tun, um diesen Wahnsinn zu verhindern. Versprochen. Inzwischen Solidarität mit den Deutschen, die sich wehren! — P.S. – Diese Umschreibung mit Du-weißt-schon-Wer klingt vielleicht für Nichtitaliener etwas merkwürdig, aber ich möchte den Namen des derzeitigen italienischen Ministerpräsidenten einfach nicht auf meinem Blog haben!]

Comunque anno per anno la pianta ci regala questi semi ben disegnati per avere nuove piantine in primavera.
[In tedesco, i frutti si chiamano „fagioli Castor„, e al momento quando si sente questa parola, Castor appunto, non si puó non pensare all’altra definizione che non c’entra con il ricino, cioé „cask for storage and transport of radioactive material“, visto le attuali polemiche attorno al trasporto di rifiuti radioattivi della Francia, il cui concetto energetico piace cosí tanto a Tu-sai-Chi. Non oso immaginare che la  sua visione di un‘ Italia con la perfetta „energia pulita“ diventi realtá. Faremo il possibile per impedire questa pazzia. Promesso. Intanto solidarietá con le migliaia di tedeschi che si oppongono e continuano a dire basta ai rifiuti nucleari della Francia e che chiedono lo spegnimento dei reattori in Germania! — P.S. – Per i Non-Italiani puó sembrare strano leggere „
Tu-sai-Chi“ ma io davvero il suo nome non lo voglio scrivere sul mio blog!]


Was man von der Rizinuspflanze unbedingt wissen muss, ist, wie giftig sie ist. Wenige Bohnen zu schlucken führt bereits zum Tod. Wir haben sie erst seit einigen Jahren bei uns, seitdem ich sicher bin, dass die Kinder beim Spielen sie nicht irrtümlich essen könnten.

Ció che bisogna assolutamente sapere di questa pianta é che é davvero molto velenosa. Solo pochi semi e si muore. Noi l’abbiamo da pochi anni soltanto, da quando insomma posso essere sicura che non ci siano piú bambini piccoli che giocando ne mettono in bocca un po‘, meglio evitare il rischio, vero?

Hier sehen wir sehr hübsch die oberen weiblichen Blüten mit den roten Stempeln und unten die weißen männlichen Blüten.

Qui si vedono bene i fiori femminili rossi e i fiori maschili bianchi.



Berühmtheit erlangte der Wunderbaum auch in der Bibel bei Jona, der sich nach seiner Rückkehr aus Ninive unter einem Rizinusstrauch vor der Sonne schützte und ausruhte. Gott aber schickte einen Wurm, der die Pflanze annagte und sie zum Verdorren brachte; Jona blieb ohne Schatten und begann zu klagen…
Forscher fanden vor einer Weile heraus – so lasen wir in einem GEO-Magazin – dass es sich bei dem Wurm um die Raupe eines Bärenspinners handeln muss, der einzigen Raupe, die gegen das Gift der Pflanze immun zu sein scheint. Wie wir entdeckten, findet man diesen Hinweis auch in Wikipedia. Zu diesen Faltern gehört auch das Weißfleckwidderchen, das wir im Sommer so oft beobachten konnten, wisst ihr noch? So schließt sich wieder einmal der Kreis des Lernens und Wissens.

L’albero é diventato famoso grazie anche alla Bibbia. Giona, al ritorno da Ninive, andó a riposarsi sotto un cespuglio di ricino che Dio fece crescere apposta per lui. Dio peró il giorno dopo mandó un verme che rosicchió la pianta che cosí si seccó. Giona, rimasto senza ombra, inizió a lamentarsi…
Abbiamo letto in una rivista GEO, e ora anche in Wikipedia versione tedesca, che gli scienziati alcuni anni fa hanno scoperto che si tratta di un bruco di farfalla della famiglia Arctide, sembra essere l’unico insetto immune al veleno della pianta. Di questa famiglia di farfalle fa parte anche la Fegea che ci ha accompagnati durante l’estate, vi ricordate? E cosí un’altra volta il cerchio dell’apprendimento in un certo senso si chiude.