Gerste, Gerste!

3. Dezember 2010


Mögt ihr Gerste?
Sandro und ich gehören zu jener Hälfte unserer Familie, die Gerste gerne mag.
Diesmal ist die Gerste unsere Pflanze des Monats und ermöglicht uns wieder einmal ein Rundum-Lernen: von Botanik über Küche, Geschichte, Erdkunde und sogar Mathematik.

Vi piace l‘orzo?
Sandro ed io facciamo parte di quella metá della famiglia alla quale l’orzio piace.
Questo mese é la nostra pianta del mese e ci propone spunti per toccare diverse materie: dalla botanica alla cucina, storia, geografia e anche matematica.

Die Geschichte der Gerste begleitet die Geschichte der Menschheit.
Begonnen hat der Anbau des vermutlich ersten von Menschen angebauten Getreides im Zweistromland und Umgebung, etwa 10.500 v. Chr. Durch Mutation und Zuchtauswahl enstanden im Laufe der Zeit verschiedene Sorten. In der Jungsteinzeit fand die Gerste ihren Weg nach Mitteleuropa, um 1.000 v. Chr. wurde sie auch in China und Japan angebaut. Als typisches Getreide der Antike, wurde die Gerste dann im Mittelalter mehr als Viehfutter geschätzt. Um 1500 wurde sie von spanischen Siedlern nach Mittel- und Südamerika gebracht; mit der Auswanderungswelle um 1800 kommt sie auch nach Nordamerika. Und in Australien beginnt der breite Anbau erst um 1900. In Südtirol wurde die Gerste traditionell vor allem im Vinschgau angebaut.
Dass manche Menschen wie Mr K Gerste nicht mögen, mag vielleicht auch daran liegen, dass es zu ihrer Kindergartenzeit ständig und immer wieder und dann nochmal Gerstsuppe gab.

La storia dell’orzo é un po‘ la storia dell’umanitá.
La coltivazione di questo cereale, probabilmente il primo ad essere coltivato dagli uomini, é iniziata circa 10.500 a. Chr. in Mesopotamia e dintorni. Con il passare del tempo, fra mutazione sponanea e scelte di coltivazione, si sono aggiunte diverse specie. Nel 5.500 a. Chr. circa l’orzo é venuto nell’Europa centrale. Circa quattromila anni dopo si trovano le coltivazioni di orzo in Cina e in Giappone. Mentre nel periodo dell’Antico Egitto e dell’Impero Romano l’orzo era il cereale tipico di tutti i giorni, nel medioevo é piú conosciuto come mangime per animali domestici. Nel 1500 va nell’America centrale e Sudamerica insieme agli Spagnoli, mentre nel Nordamerica arriva verso il 1800 con la nuova onda di immigrazione. In Australia la coltivazione dell’orzo inizia solo verso il 1900. Nella nostra provincia la coltivazione tradizionale dell’orzo si conosce soprattutto in Val Venosta.
Il motivo per il quale ad alcune persone, come Mr K, l’orzo non piace, puó avere le sue radici nei lontani giorni di scuola materna, dove la tipica minestra d’orzo é stata servita spesso, poi ancora e ancora e tanto per cambiare, ancora.


Wie letzten Monat bei den Haien, stoßen wir überraschenderweise auch bei der Gerste wieder auf den Begriff „Inch„.
1234 erklärte Eduard II. von England drei barleycorns, also Gerstenkörner, zum offiziellen Längenmaß „Inch“: „three grains of barley, dry and round, placed end to end, lengthwise„.

Come lo scorso mese con gli squali, anche questa volta inaspettatamente incontriamo la parola „Inch„.
Nel 1234 Eduardo II. di Inghilterra dichiaró la lunghezza di 3 semi d’orzo, tre
barleycorns, come misura ufficiale: „three grains of barley, dry and round, placed end to end, lengthwise„.


Weil Sandro sich so für die Gerste und auch für andere Getreidesorten erwärmen konnte, machte ich ihm den Vorschlag zu diesem Projekt hier von Homeschooling in the Rose Garden: Grains of the World. Ob Oma im Frühling uns in ihrem Garten ein Beet abtreten wird? Das schaut spannend aus, verschiedene Getreidesorten zu säen und ihr Wachsen zu beobachten, zu vergleichen…
Wäre toll, wenn auch andere Blogs mitmachen würden, dann könnte man auch den Vergleich in verschiedenen Gebieten und Klimazonen sehen. Man könnte dann etwa einmal im Monat einen Beitrag im Blog posten. Was meint ihr dazu? Wir kommen im Frühling wieder darauf zurück, ja? Jedenfalls habe ich den Vorschlag in meiner Lernvorschläge-Mappe für Februar/März notiert.

Visto che Sandro attraverso questo approfondimento si é tanto appassionato non solo all’orzo ma anche agli altri tipi di cereali, gli ho fatto la proposta di questo progetto: Grains of the World di Homeschooling in the Rose Garden.
Vediamo se la nonna ci dá un po‘ di spazio nel suo orto. Non vi sembra un‘ idea interessante seminare i diversi tipi di cereali, osservarne la crescita e lo sviluppo… ?
Ho pensato che sarebbe bello se anche altri blogs partecipassero a questa esperienza, in questo modo sarebbe possibile confrontare la crescita in zone diverse con condizioni climatiche diverse. Si potrebbe mettersi d’accordo di pubblicare un post e una foto una volta al mese. Che ve ne pare? Ci risentiamo in primavera
?
Comunque ho inserito la proposta nel mio quaderno di proposte didattiche per febbraio/marzo.


An diesem wie in einem Bilderbuch verschneiten Freitag gibt es bei uns Gerstsuppe. Da weder Sandro noch ich im Kindergarten mit ständig wiederkehrender Gerstsuppe gequält wurden, schmeckt sie uns vorzüglich. Wir haben Zwiebel, Karotte, Sellerie und Speckwürfelchen in Olivenöl angebraten. Normalerweise nimmt man ein Stück Selchkarree zum Mitkochen, aber da wir keins da hatten nahmen wir eben Speck, schmeckt auch gut. Dann mit Wasser aufgießen, evtl. einen Suppenwürfel dazugeben, ein Lorbeerblatt, und die bereits vorher in Wasser einige Stunden lang eingeweichte Gerste. Dann noch Kartoffelwürfel dazu. Alles kochen lassen, bis man es vor Hunger nicht mehr aushält. Hm, lecker! Noch besser schmeckt die Suppe, wenn sie am nächsten Tag nochmal aufgewärmt wird, aber diesmal ist keine übriggeblieben.

Questo venerdí con altra bellissima neve é perfetto per un caldo minestrone d’orzo – visto che né Sandro né io siamo stati costretti a mangiarne tanto nei nostri anni di scuola materna,  ci piace molto. Abbiamo fatto soffriggere in olio d’oliva cubetti di cipolla, carota, sedano e speck. Di solito si fa bollire nel minestrone un po‘ di carré di maiale affumicato ma visto che non ne avevamo abbiamo optato per lo speck, é buonissimo anche cosí. Poi si aggiunge l’acqua con eventualmente un dado, una patata tagliata a cubettini, un foglio d’alloro e l’orzo che giá prima é stato messo in ammollo in acqua per alcune ore. Si fa cuocere finché non si riesce piú ad attendere dalla fame e dalla voglia di assaggiare. Slurp! Ancora meglio se ne rimane per il giorno dopo, per riscaldare la minestra che cosí risulterá ancora piú saporita, noi questa volta non siamo riusciti ad avanzarne.

Wenn ihr ein spezielles oder für euer Gebiet typisches Gerstengericht kennt, könnt ihr mir das Rezept gerne im Kommentar angeben, das würde mich freuen.

Se conoscete una ricetta particolare o tipica della vostra zona con l’orzo, mi farebbe piacere trovarla fra i commenti a questo post, grazie!

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Questo post partecipa all’iniziativa LOVE OF LEARNING by Mens Sana.