Manifesto: Diritto al dialogo

Con questo post e questa foto partecipo all’iniziativa di Giorno Per Giorno sul Manifesto dei diritti naturali di bimbe e bimbi.
Contributo precedente: qui.
Questa settimana:
4) „IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare“.

In questa occasione vi racconto una piccola cosa. Ho atteso una settimana prima di parlare del primo colloquio con gli insegnanti di John. Se ne avessi parlato prima di ora, nessuno sarebbe mai piú tornato sul mio blog perché avrei parlato con troppa soddisfazione e gioia di quell’appuntamento (sarebbe stata una cosa dalla serie: ma questa si sta montando troppo la testa!).
Fatto sta che abbiamo incassato solo complimenti dagli insegnanti. Io mi ero aspettata forse un po‘ qualcosa tipo „deve ancora ambientarsi, si vede che non é abituato a stare in un gruppo, deve imparare a socializzare un po‘, ha bisogno di essere incoraggiato“ ecc.
Invece: quanto é gentile e ben educato, quanto si comporta bene, quanto „si vede che é abituato a lavorare in modo autonomo“, quanto si mostra interessato, quanto é sicuro di sé, quanto partecipa, e „magari ci fossero altri studenti come lui“. E ancora: ma quanto é bravo ad esprimersi, a parlare, a confrontarsi in modo civile con le parole e …che vocabolario ricco che usa.
Uno dei punti fra i  ’svantaggi dell’homeschooling‘ che si sentono e leggono in giro é pensare che i ragazzi se ne stiano „tutto il giorno chiusi in casa e poi anche con i propri genitori, orrore!“ e che abbiano pochissime possibilitá di confrontarsi con altri, di parlare, di dialogare, di imparare a parlare bene, di farsi capire, e anche di ascoltare cosa dicono, propongono, chiedono gli altri.
Ora puó darsi che mio figlio sia un genio e che abbia imparato tutto questo ’nonostante‘ l’homeschooling degli ultimi anni. Ma puó anche darsi che avere a disposizione sempre delle persone disposte ad ascoltarti, ad approfondire le cose insieme a te, a discutere nel senso di mettersi sullo stesso livello di reciproco rispetto, di prenderti sul serio, di „esserci“ – forse questi elementi stanno dando questi risultati. Sto iniziando a capire come mai molti Colleges americani aprono le loro porte con molto piacere soprattutto a homeschoolers, come aveva raccontato Eva nell’intervista.
Adesso John che non si é mai esercitato a parlare davanti ad altre 18 persone, di esprimere i suoi pensieri e opinioni di fronte a persone che la pensano in modo molto diverso, sta facendo tutto questo – come mi dicono con un certo entusiasmo gli insegnanti – con grande sicurezza, chiarezza e serenitá. Forse, penso, sono cose che non si possono „imparare“, ma sono delle capacitá che fanno parte del „patrimonio di identitá“, che sono dunque risultati del „stare bene dentro“.
Bene, sono quasi riuscita a raccontarlo senza sembrare troppo orgogliosa o arrogante, vero?🙂
Perdonatemi se comunque fra le righe si nota un po‘ di orgoglio che non riesco a nascondere del tutto.

Mit diesem Artikel nehme ich teil an der Initiative von Giorno Per Giorno zum Manifest der natürlichen Kinderrechte.
Vorheriger Beitrag: hier.
Diese Woche:
4) „DAS RECHT AUF GESPÄCHE – zuhören dürfen, das Wort ergreifen, mitreden und am Gespräch teilnehmen“.

Bei dieser Gelegenheit möchte ich euch kurz etwas erzählen. Ich habe jetzt eine ganze Woche damit gewartet, denn ansonsten hätte meine Erzählung sehr eingebildet, stolz und überheblich geklungen, und nie mehr würde jemand diesen Blog besuchen wollen.
Letzte Woche fand der erste Elternsprechtag in Johns Schule statt. Tatsache ist, dass wir nur Komplimente, nur Gutes zu hören bekamen. Irgendwie hatte ich mir etwas erwartet wie „Er muss sich noch einleben; man merkt dass er es nicht gewohnt ist sich in einer Schulgemeinschaft einzufinden; er muss in Dingen Sozialisierung noch aufholen; er muss immer wieder ermutigt werden aus sich herauszugehen“.
Das Gegenteil war der Fall –  es wurde berichtet, wie aufmerksam, höflich, freundlich, interessiert, teilnehmend und selbstsicher er sei, wie gut sein Benehmen und Verhalten den anderen gegenüber,  „gäbe es doch nur mehr Schüler wie ihn“, „man merkt, dass er gewohnt ist selbständig zu arbeiten“. Und dann noch: wie ausgesprochen gut er sich ausdrückt, welch reichen Wortschatz er benützt, wie er immer die treffenden und angemessenen Worte findet, wie gut er diskutieren und argumentieren kann.
Es gehört ja zur Reihe der Vorurteile Homeschooling gegenüber: dass die armen Kinder „den ganzen Tag mit ihren Eltern im Haus eingesperrt seien“ und so wenig Möglichkeiten hätten, sich mit anderen Menschen auszutauschen, in Kontakt zu treten, zu lernen zuzuhören und überhaupt so etwas wie Gesprächskultur zu entwickeln.
Nun kann es schon möglich sein, dass mein Sohn ‚trotz Homeschooling‘ der letzten Jahre sich so gut ausdrücken kann, einfach weil er ein Genie ist. Es kann aber auch sein, dass ihm womöglich doch die etwas andere Art und Weise, den Tag zu verbringen, auch diesen Vorteil gebracht hat.
Vielleicht macht es einen größeren Unterschied, als ich gedacht hätte, wenn ein Kind den ganzen Tag über fragen kann wieviel es mag (und so viele Antworten erhält, wie es möchte), reden kann wieviel es will; wenn immer jemand da ist, der ihm zuhört, es ernst nimmt und an seinen Interessen und Tätigkeiten teilnimmt; wenn immer genug Zeit zum Reden und Zuhören, zum Diskutieren und auch zum Spaßmachen da ist, wenn keine Glocke klingelt und zum Stillsein zwingt, oder kein Jemand dich zum Reden auffordert genau dann, wenn du eigentlich schweigen möchtest. Vielleicht hat er dadurch diese Fähigkeiten entwickelt und kann nun Dinge, die wir ihn nie gelehrt haben.
Die Lehrer sprachen mit Begeisterung darüber. Es hat gut getan, das alles zu hören. Es bestätigt jene Dinge, die wir von anderen Homeschoolern, die dann ins „echte Leben hinaus“gegangen sind, gelesen hatten. Ich beginne zu verstehen, warum manche amerikanischen Colleges besonders gerne Homeschooler aufnehmen, wie Eva im Interview berichtet hatte.
Gut, jetzt habe ich es fast geschafft darüber zu berichten, ohne allzu eingebildet und stolz zu klingen, nicht wahr?🙂
Verzeiht mir, wenn der Text doch noch durchscheinen lässt, wie sehr wir uns darüber freuen.

30 Antworten zu Manifesto: Diritto al dialogo

  1. Direi che l’orgoglio sarebbe più che motivato!
    John certamente ha doti sue individuali, ma è stato un merito dell’educazione che ha ricevuto il fatto di valorizzarle. Inoltre avere opinioni proprie e saperle esporre rispettosamente non è così diffuso tra i suoi coetanei…non mi stupisce che i suoi professori sottolineino questo aspetto.
    Bravissimo John e bravissima anche tu!

    • Sybille sagt:

      è anche merito di Mr K che nonostante il suo tanto lavoro trova sempre il tempo di ascoltare e parlare con i ragazzi.🙂

      • perfectioconversationis sagt:

        Certo! E‘ merito di tutta la sua splendida famiglia… dovete esserne tutti orgogliosi.

  2. mammamichi sagt:

    Complimenti a tutti voi! Sono felicissima per John e per tutta la tua bella famiglia!

  3. SilviaB sagt:

    Anche i successi meritati hanno dei diritti! ;-)…il diritto di essere adeguatamente celebrati e festeggiati e il diritto di diventare forza ed energia da investire nei prossimi progetti! Complimenti!!

  4. melanele sagt:

    Sybille, hai tutto il diritto di essere orgogliosa!😀
    Complimenti a tutti voi, siete proprio un esempio da seguire.
    Pensa che proprio stamattina ti pensavo. Ho scritto un post sui compiti e mi piacerebbe molto che anche tu partecipassi alla discussione, con un commento o meglio con un tuo post.
    Come vi regolate nell’homeschooling con i „compiti“?
    O meglio: che differenze ci sono tra gli esercizi fatti nell’homeschooling e quelli che la scuola assegna per casa?
    E ora John ha una sua routine per i compiti a casa? E riesce ad organizzarsi? E soprattutto, trova faticoso non avere più tanto tempo libero?
    Se e quando hai voglia/tempo mi piacerebbe leggere un tuo contributo.

  5. liberodiariosenzafiltro sagt:

    Guarda, ti dico che in realtà secondo me siamo un po‘ tutte orgogliose del vostro John!!!

  6. Alchemilla sagt:

    Volevo dire la stessa cosa: il tuo orgoglio non mi disturba anzi! Sono felicissima per voi, per tutta la famiglia e per John ma soprattutto sono contenta per te perché ti meriti queste soddisfazioni!
    Son commossa anche io!

  7. ele sagt:

    Bravo John, e fortunato ad avere chi si impegna in questo modo a fare di lui una persona preparata, educata, equilibrata e in grado di affrontare qualsiasi situazione.
    Siete davvero un bellissimo esempio, anche per chi come me crede e sostiene la scuola pubblica, o ciò che ne rimane😦

  8. CCETSI sagt:

    Wunder-wunderschön! Ich bin gerade sehr berührt von deinem Text und freue mich, dass deine Freude und dein Stolz durchscheinen!

  9. Catia sagt:

    Concordo con le altre amiche: hai tutti i motivi per essere orgogliosa.
    Al di là di ciò che John ha imparato a livello di contenuti e di nozioni, credo proprio che il successo più grande sia il livello (alto) di autonomia, la capacità di ragionare sulle informazioni, di usarle, di collegarle che ha raggiunto.
    Insomma come direbbe mio marito: “ Non poteva essere altrimenti visto il „materiale“ di partenza“ per cui tutti dovete essere orgogliosi.
    Un abbraccio
    Catia

  10. mammainverde sagt:

    Complimenti a John! E anche a Sybille! Essere orgogliosi per questi meravigliosi traguardi è il minimo!!

  11. melassa sagt:

    Sono proprio contenta di essere passata di qui oggi per tutte le cose che ho letto. E più di tutto perchè hai detto una cosa che trovo profondamente vera: „sono risultati dello stare bene“, che nella sua semplicità racconta tutto quello che ha John, e nello stesso tempo grida tutto quello che a troppi altri bambini e ragazzi manca. Forse perchè è un grido che sento. Però sarebbe troppo triste pensare che l’unica via possibile per chi crede che la meta dell’educazione possa essere lo stare bene, sia l’homeschooling, preferisco pensare che sia solo uno dei tanti mezzi possibili a disposizione. Poi che dire, capisco il pudore a mostrare i propri successi, ma forse la bravura è una cosa, la bellezza ancora un’altra, e io vi trovo proprio belli…

    • Sybille sagt:

      Io sono convinta che l’homeschooling non é l’unica o ultima via. Da noi é andata cosí perché é andata cosí, é stato il nostro percorso a farci andare per questa strada e abbiamo scoperto un altro mondo, ci siamo appassionati a questa avventura. Ma voglio sottolineare che ci sono tanti altri mondi migliori che aspettano di essere scoperti e costruiti insieme, basta vedere il lavoro che fa la mia amica Carmen (che ogni tanto scrive un guest-post per questo blog) a sostegno di diversi tipi di scuola – privata, pubblica, montessoriana, steineriana, e homeschooling – oppure la grande apertura mentale, se posso dire cosí, di Mens Sana, e tanti altri. Sí, ci sono TANTI modi per far star bene i nostri figli e noi, questa é la vera grande scommessa…

  12. latribu09 sagt:

    Io invece la vedo un po’diversamente…Mi spiego. La mettono come „John è bravo nonostante di non aver frequentato la scuola pubblica perchè la famiglia è stata brava“. Per me „John è bravo e lo sarebbe stato lo stesso se avesse frequentato la scuola pubblica perchè la grande maggioranza di queste abilità le avrebbe acquistato lo stesso dalla famiglia (magari aggiungere, nonostante la scuola pubblica)“.
    Cioè, la più grande influenza sui ragazzi arriva delle famiglie, che frequentino oppure di no la scuola.
    Non so se mi spiego molto bene…
    Comunque, sono felice per voi, sopratutto di vedere che John se la cava benissimo. Come si può fare a non sentirsi tanto orgogliosa??? (da noi si direbbe che ti sei ingrassata cinque chili del orgoglio).

    • Sybille sagt:

      Bella riflessione, grazie, ti sei spiegata benissimo.
      Hai ragione, anch’io credo che in tanti casi le famiglie e i genitori sottovalutino l’esempio che danno, il modo in cui partecipano (o non), le passioni che condividono (o non). La domanda é se nella famosa „vita di tutti i giorni“ si trova abbastanza tempo e spazio per stare insieme e per „influenzarsi“ a vicenda. Davvero non riesco ad immaginare come sarebbe il nostro rapporto genitori-figli se ci fossimo visti per tutti questi anni solo la sera e i finesettimana.

  13. speranza sagt:

    Perchè non dovreste essere orgogliosi? Avete dedicato energia, denaro, tempo e ora raccogliete i frutti!
    Inoltre siete molto generosi a condividere con un blog il vostro lavoro.
    Non credo che il problema sia nello schierarsi tra homeschooling e scuola pubblica o privata. Credo che le varie proposte educative siano tutte valide e che la vera questione sia nel proporle e nella passione di chi insegna, genitore o docente. Senza dimenticare delle peculiarità di ogni bambino e delle situazioni diverse che ti trovi nelle varie classi.
    La tua è un’esperienza positiva, ma io due anni, da docente ho avuto un’esperienza negativa di homeschooling: una famiglia integralista cattolica del mio paese aveva chiesto di fare homeschooling perché i gentitori non volevano che le bambine venissero „contaminate“ dagli altri bambini. Sono arrivati al punto di non far frequentare neanche il catechismo e di chiedere i sacramenti in momenti separati dai coetanei. Poi la loro esperienza è stata negativa e hanno iscritto le bambine in un paese vicino.
    La tua esperienza e quella di altri ovviamente è di tutt’altro genere e mi ha aperto un mondo che non conoscevo. Grazie

    • Sybille sagt:

      Mi trovi d’accordo, sono lontana dal dire che un sistema „produca“ un certo tipo di „risultato“ e un altro no. E sottolineo la tua frase „Credo che le varie proposte educative siano tutte valide e che la vera questione sia nel proporle e nella passione di chi insegna, genitore o docente“…
      All’interno di un metodo o sistema ci possono essere opportunitá diverse, poi dipende anche dal tipo di personalitá e di carattere del bambino, dallo stile di vita della famiglia, da tanti altri elementi. Ci sono bambini che si trovano molto bene con uno stile di apprendimento ben strutturato, mentre per altri é un vero dramma.
      Per fare „del bene“ a tutti bisognerebbe fare in modo di poter scegliere fra piú possibilitá, anche durante un percorso di apprendimento le necessitá possono cambiare. Una mia amica che praticava l’unschooling mi ha appena raccontato che ora sua figlia ha deciso di (ri)frequentare, dopo alcuni anni, una scuola montessoriana. Che bello se si potesse sempre „fare la cosa giusta nel momento giusto“!

      • Speranza sagt:

        Sono d’accordo! Io sarei per un homeschooling part-time per alcuni casi di bambini in situazione di handicap o che vivono forti situazioni di disagio. A volte ci si sforza a farli frequentare per tutte le 27 o 30 ore, Talvolta senza insegnanti di sostegno rimangono in balia di se stessi e i poveri insegnanti devono tenere tutta la classe e cercare di far lezione. Ma soprattutto non si rispettano i loro tempi e i loro reali bisogni.

  14. Eva sagt:

    Ich hatte mich schon gewundert, wie der Elternsprechtag verlaufen ist. Das muß doch ein schönes Gefühl sein, zu wissen, daß man es richtig gemacht hat, aller Kritik zum Trotz! Ich gratuliere der ganzen Familie. Ich mag auch Deine Beschreibung über das Reden, Schweigen und Zuhören. Ich mußte da an „Momo“ von Michael Ende denken.

    • Sybille sagt:

      Eva, es ist wirklich ein unbeschreibliches Hochgefühl, es war eine sehr schöne Überraschung, nach dem Elternsprechtag hat mir noch für einige Tage das Gesicht vom vielen Lächeln wehgetan!

  15. Piccolalory sagt:

    E‘ bellissima questa tua testimonianza… è vero, i nostri figli, al di là di tutto, ma proprio di tutto, hanno semplicemente bisogno che noi ci siamo, lì, pronti ad ascoltarli… sono queste le radici della sicurezza e della fiducia in sè e nel mondo, un abbraccio!

  16. Palmy sagt:

    Sono contenta per te! Saper accettare con gioia i complimenti degli altri è difficile ma doveroso! Ti ringrazio di avermi citata per la mia apertura mentale che a proposito di modestia è una delle doti che gli altri mi riconoscono😉

  17. […] di Giorno Per Giorno sul Manifesto dei diritti naturali di bimbe e bimbi. Contributo precedente: qui. Questa settimana: 5) „IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI – a piantare chiodi, segare e […]

  18. Peter sagt:

    und noch eines: die Augen der Kinder, sie strahlen. Es faellt mir auf, wie wenige Kinderaugen noch strahlen, ich fuehle mich manchmal wie in einer Galaxie erloschener Sterne, es ist erschuetternd. Ich sage es ohne Hochmut, in aller Dankbarkeit:

    die Augen unserer Kinder strahlen hell und glaenzend, das Gesicht ist voller vitaler Mimik, der Schalk lugt ueberall hervor, ein warmes offenes Laecheln, waches Aufblitzen,…

    Liegt es daran, dass sie nicht mit Wecker und „Peitsche“ frueh aus ihren Traeumen in die Schulbank getrieben werden?
    Liegt es daran, dass sie die meiste Zeit in der Natur unter offenem Himmel verbringen koennen?
    Liegt es an der Freiheit, zu bestimmen, was ihr Interesse ist?
    Liegt es an der liebevollen Aufmerksamkeit, die Ihnen zuteil wird, weil sie den Alltag in der Geborgenheit der Familie verbringen koennen?
    Liegt es daran, dass Wissen fuer sie aus Anschauung entsteht und sie ihre Seele nicht mit leeren Begriffen belasten muessen?
    Liegt es daran, dass sie ganz natuerlich Lieben Leben Lernen miteinander verbindnen koennen?

    Es ist Vieles, was der Grund sein kann. Wahrscheinlich kann es deshalb nicht Thema der Paedagogik sein, es gibt zuviele Ursachen dafuer, dass Kinder gluecklich sein koennen. Die Augen unserer Kinder strahlen wie funkelnde Sterne in der klaren Nacht. Ich wuenschte, alle Kinder wuerden so strahlen!

    • Sybille sagt:

      Danke für diese wunderbaren Sätze… Ja, an den Augen der Kinder, den Fenstern der Seele, können wir viel ablesen; ihre Blicke können uns helfen zu erkennen ob wir gut handeln in unseren Entscheidungen oder ob wir etwas anders machen sollten… und in ihren Blicken können wir auch uns selbst begegnen. Glückliche Kinderaugen sind ein großes Geschenk, vielleicht das größte…

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