What’s the time

11. Januar 2011


Es ist Zeit, die Zeit in Englisch mal wieder zu wiederholen.

Ogni tanto é il momento di ripetere le cose imparate tempo fa; oggi: the time.

Diese Übungsspiele habe ich mal von einer Lehrerin erhalten. Kann man auch schnell selbst machen.
Fein, bei einer Tasse Tee zu sitzen und mit Sandro zu spielen, während es draußen ganz unwinterlich regnet.
Letztes Jahr haben wir die Zeit mit Material von LL-Web geübt. Aber Dinge gehören nicht nur gelernt, sondern auch wiederholt, dazu eignen sich Spiele meiner Meinung nach viel besser als Arbeitsblätter.
Je vielfältiger und abwechslungsreicher die Lern-Spiel-Angebote, desto interessanter und wirkungsvoller. Es kann mitunter etwas mühsam erscheinen, zum selben Thema verschiedene Übungen und Spiele zusammenzusuchen oder zu erfinden, aber es lohnt sich auf jeden Fall – viel besser, als nur nach dem Lehrbuch zu gehen und Kapitel nach Kapitel „durchzumachen“, wie es kommt. Klar, man kann auch auf diese Weise lernen, so war’s ja auch zu meiner Schulzeit –  aber recht viel Spaß macht es nicht (und das gilt für alle Beteiligten); man hat nicht viel mehr als das Gefühl, eben wieder ein paar Seiten mehr gelernt zu haben, sozusagen „die Pflicht erfüllt“. Nicht alle lernbaren Dinge kann man gut durch Spiele, Geschichten und Experimente vermitteln – umso wichtiger finde ich es, sich dafür zu entscheiden bei Inhalten, bei denen das möglich ist.
Man könnte auch sagen: „Man lernt nur mit dem Herzen gut.“ Wenn’s Freude macht, wenn’s interessiert, wenn’s lustig ist oder spannend oder wenn’s das Richtige im richtigen Moment ist.
Oh, it’s just a quarter past two.

Questi giochi li ho ricevuti anni fa da un’insegnante. Sono idee da realizzare con un po‘ di cartoncino.
È piacevole, mentre fuori piove da far sembrare ottobre e non gennaio, stare al tavolo in cucina con una bella tazza di té e giocare a What’s the time con Sandro. Ripetere fa bene anche a me.
L’anno scorso avevamo utilizzato molto del materiale di LL-Web. Dateci un’occhiata, anche se é un sito in lingua tedesca, le proposte per la lingua inglese sono fatte molto bene e spesso in „chiave montessoriana“.
Ma una volta che i contenuti sono stati imparati, se non si tratta di cose che si hanno modo di incontrare durante la giornata, ogni tanto vanno ripetuti – cosa c’é di meglio di qualche giochetto? Piú materiale diverso c’é sullo stesso tema, meglio é per l’apprendimento, e per il divertimento. Certo che puó sembrare faticoso cercare diversi esercizi e giochi sulla stessa tematica, si farebbe piú in fretta seguendo semplicemente un libro di testo, masticando un capitolo dopo l’altro e basta, infatti „ai miei tempi“ si studiava in questo modo, funziona, non c’é dubbio. Il fatto é che non é molto divertente. Quando hai concluso un capitolo del libro hai la sensazione di aver studiato qualcosa, di avere fatto passi in avanti, hai imparato una ventina di vocaboli nuovi, peró… un po‘ noioso, no? –  dalla serie „ho fatto il mio dovere“.

Sí, ci sono cose che non sono possibili da apprendere in modo giocoso e allegro. Allora facciamo almeno in modo che quelle cose che si possono imparare giocando, sperimentando, ascoltando una storia, possano essere vissute in questa maniera. Non é solo piú interessante e piacevole per chi studia, ma anche per chi accompagna il percorso di studio.
Come per dire: „Si apprende bene solo con il cuore“… quando la cosa ti interessa, ti stuzzica, ti piace, ti fa divertire, quando é la proposta giusta nel momento giusto … di questo sono certa.

Oh, it’s just a quarter past two!


Manifesto: Il diritto al selvaggio

11. Januar 2011

Con questo post partecipo all’iniziativa di Giorno Per Giorno sul Manifesto dei diritti naturali di bimbe e bimbi.
Contributo precedente: qui.
Questa settimana:
8. „Il diritto al selvaggio… a
costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi…
Ingredienti: tempo, spazio, natura, fantasia.
Spesso si dice che chi ha il paradiso vicino a casa sua non é capace di apprezzarlo. Credo non sia vero: noi apprezziamo!


Mit diesem Artikel beteilige ich mich an der Initiative von Giorno Per Giorno zur Verbreitung des Manifests über die Natürlichen Kinderrechte.
Vorheriger Beitrag: hier.
Diese Woche:
8. „Das Recht aufs wilde Freisein… aufs Hüttenbauen im Wald, aufs Versteckenkönnen im Schilf, auf Bäume zum Klettern…“
Zutaten: Zeit, Raum, Natur, Fantasie.
Oft hört man sagen, wer ein Stück des Paradieses in der Nähe seines Hauses habe, würde es nicht zu schätzen wissen. Ich glaube, das stimmt nicht: wir schätzen es sehr!