Women’s History 5: Women in 19th Century


Heute ist der Tag der Frau und der eigentliche Anlass, diesen Streifzug durch die Frauengeschichte zu machen.
Mit Teil 5 unserer Reise landen wir im 19. Jahrhundert.

Oggi é la Giornata delle Donne e dunque lo spunto che ci ha fatto avere l’idea di questo viaggio nelle storia femminile.
Il quinto viaggio ci porta nel 19esimo secolo.


Das 19. Jahrhundert ist durch wirtschaftliche, soziale und politische Veränderungen in ganz Europa gekennzeichnet. Trotzdem bedeutet Frau sein weiterhin eine untergeordnete Stellung einzunehmen, vor allem für Arbeiterinnen und Bäuerinnen. Kein Wahlrecht, wenig Anteil und Gewicht in politischen Bewegungen, an der Arbeiterbewegung; schlechtere Löhne als Männer, keine Sozial- und Gesundheitsleistungen.
Arthur Schopenhauer: „Die Frauen sind minderwertige, geistig kurzsichtige Wesen mit schwacher Vernunft, vom Denken verschont. Als Lektüre würden ihnen religiöse Erbauungsschriften und Kochbücher ausreichen, weshalb Frauen der Zutritt zu öffentlichen Bibliotheken nicht gestattet werden soll. Lügen und Betrug sind ihre einzigen Waffen, sie stehen auf einer Entwicklungsstufe zwischen Kind und Mann, der der wahre Mensch ist.“

Il 19esimo secolo è stato segnato da cambiamenti economici, sociali e politici in tutta l’Europa. Nonostante ciò le donne continuano ad avere una posizione subordinata, in particolare le operaie e contadine. Nessun diritto di voto, poco peso in movimenti politici; salari più poveri rispetto agli uomini, pochissimi servizi sociali e sanitari.
Arthur Schopenhauer: „Le donne sono inferiori, la loro natura é intellettualmente miope,  sono risparmiate dal pensiero. Come lettura per loro basterebbero testi religiosi e libri di cucina, e non dovrebbero avere accesso alle biblioteche pubbliche. Falsitá e menzogne sono le loro uniche armi, e si trovano in una fascia di sviluppo tra il bambino e l’uomo, il quale é „l’essere umano vero„. „

1865, Italien.
Die Entstehung des neuen italienischen Staates erforderte auch ein neues Bürgerliches Gesetzbuch, das auf dem ganzen neuen Staatsgebiet gültig sein sollte. Unter der Leitung des Justizministers Giuseppe Pisanelli verfasste eine Kommission den „Codice Pisanelli“, ein Gesetzbuch, das sich stark an den Code Napoléon anlehnte und also im Familienrecht sehr repressiv ausfiel. Um das zu verhindert, formierte sich eine Gruppe lombardischer Frauen, die sich als „italienische Bürgerinnen“ bezeichneten. 1861 richteten sie ein Bittschreiben an die Abgeordnetenkammer und forderten, die in der Lombardei unter österreichischen Herrschaft geltenden Rechte des Österreichischen Bürgerlichen Gesetzbuchs aufzunehmen und in der gesamten Nation anzuwenden: Familienrecht und kommunales Wahlrecht. Der Antrag wurde nicht angenommen, Frauen vom kommunalen Wahlrecht ausgeschlossen, der Grundsatz der Rechtsunfähigkeit der Frauen festgeschrieben.

1865, Italia.
La nascita del nuovo Stato italiano richiede un nuovo codice civile, che dovrebbe essere valido su tutto il territorio. Sotto la guida del ministro della Giustizia Giuseppe Pisanelli, una Commissione elabora  il „Codice Pisanelli“,  che si basa in gran parte sul Codice Napoleonico, e quindi é abbastanza restrittivo nel diritto di famiglia. Si forma dunque un gruppo di donne lombarde che si descrivono come „cittadine italiane“; nel 1861 presentano una petizione , chiedendo di appliccare le leggi che nella Lombardia valevano sotto il dominio austriaco: il diritto di famiglia e il diritto di voto per le elezioni comunali come da modello austriaco. La richiesta non viene accettata, le donne con il nuovo codice civile vengono  escluse dalle elezioni comunali, e viene stabilito il principio di incapacità legale delle donne.

Anna Maria Mozzoni ist die Pionierin des italienischen Feminismus; sie war eine Anhängerin Mazzinis. Sie schlug ein „rechtliches und politisches Risorgimento der Frau“ vor und verlangte das Recht auf Bildung, das Wahlrecht, die Freiheit der Frau in der Familie, den Zugang zur Arbeitswelt und allen Berufen.

Anna Maria Mozzoni è la pioniera del femminismo italiano, era un seguace di Mazzini. Propone „un risorgimento giuridico e politico della donna“ e chiede il diritto all’istruzione, il diritto di voto, la libertà delle donne nella famiglia, l’accesso al mondo del lavoro e delle professioni.

Nietzsche: „Folglich schuf Gott das Weib. Und in der Tat, mit der Langeweile hatte es nun ein Ende – aber auch mit anderem noch! Das Weib war ein Fehlgriff Gottes… Es entsteht eine nicht geringe Gefahr, wenn man Frauen Politik und Wissenschaft anvertraut.“
Das traurige Schicksal der begabten Camille Claudel. Die talentierte Schülerin war Modell und Geliebte des 23 Jahre älteren Rodin. Sie wurde auf Betreiben ihrer Mutter und ihres Bruders in eine Irrenanstalt eingeliefert, wo sie 32 Jahre später starb.
An Paula Modersohn-Becker erinnert sich Sandro nicht mehr und ich erzähle kurz über ihr Leben, wir schauen im Buch einige ihrer Bilder an.
Marie Curie kennt Sandro hingegen aus einem Hörbuch.

Nietzsche: „Così, Dio creò la donna. Infatti ora é la fine della noia – ma anche di altre cose! La donna è stata un errore di Dio… Non é un piccolo rischio, se lasciamo avvicinarsi le donne a politica e scienze!“
Il triste destino di Camille Claudel. La studentessa di talento é amante e modella di Rodin, che ha 23 anni più di lei. Piú avanti viene ricoverata in un manicomio dove muore 32 anni dopo.
Sandro non ricorda piú Paula Modersohn-Becker e cosí gli racconto alcune cose della sua vita, e guardiamo alcune sue opere nel libretto delle artiste.
Marie Curie invece la ricorda meglio perché conosce la sua storia attraverso un audibook.


Florence Nightingale
, die „Lady of the Lamp“.
Die junge Florence, 1820 in Florenz geboren, hatte außergewöhnliches mathematisches Talent und liebte vor allem die Statistik. Sie gilt heute als Vorreiterin bei der Anwendung statistischer Hilfsmittel in der Epidemiologie. Als englische Dame der Oberschicht hätte sie standesgemäß heiraten sollen, aber sie fand das „tödlich und deprimierend“, lehnte mit 17 Jahren einen Heiratsantrag ab und ließ sich  mit 32 Jahren zur Krankenpflegerin ausbilden. Einen besonderen Einfluss hatte sie auf den Schweizer Philanthropen Henri Dunant, der in der Folge das Rote Kreuz gründete und sagte, nur durch ihr Vorbild sei er dazu gebracht worden das zu tun, wofür er später Lob und Ehre erhalten hatte.

Florence Nightingale, „the Lady of the Lamp“.
Florence nasce nel 1820 a Firenze e giá da giovane mostra un eccezionale talento matematico, in particolare per le statistiche. Oggi é riconosciuta come pioniera nell’applicazione di strumenti statistici nel campo dell‘ epidemiologia. Come rappresentante di una famiglia inglese benestante dovrebbe  sposarsi, ma trova questo pensiero „mortale e deprimente“. A 17 anni rifiuta di sposarsi, a 32 anni segue la formazione per diventare infermiera. Ha avuto una particolare influenza sul filantropo svizzero Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa, che piú tardi dice che solo grazie all’esempio di Florence é stato capace di fare le cose per le quali ha poi ricevuto lode e onore internazionale.


Um die Bedingungen der Frauen zu verbessern, musste man sich dafür einsetzen, dass Frauen – an erster Stelle verheiratete Frauen – durch die Anerkennung der Bürgerrechte, durch Bildung und Wahlrecht mehr Unabhängigkeit und Freiheit erreichten. Natürlich gingen diese Bestrebungen gegen die Interessen vieler Männer. Trotzdem waren die Suffragetten davon überzeugt, dass die Anerkennung des Wahlrechts und die daraus folgende Emanzipation der Frauen der gesamten Gesellschaft nutzen würde.
Um ihre Ideen voranzutreiben, organisierten sich Frauenrechtlerinnen in Verbänden und organisierten Vorträge, Versammlungen, Demonstrationen, Kongresse.
Hier ein Einblick in die Einführung des Wahlrechts in verschiedenen Ländern:
– 1869 US-Bundesstaat Wyoming
– 1893 Neuseeland (aktives Wahlrecht)
– 1902 Australien (nur weiße Frauen, ab 1967 alle)
– 1906 Finnland
– 1913 Norwegen
– 1918 Deutschland und Österreich
– 1919 USA
– 1944 Frankreich
– 1946 Italien
– 1971 Schweiz (nat. Wahlrecht)
– 1990 Irak
– 2005 Kuwait

Per migliorare la condizione delle donne, si doveva lavorare per garantire che le donne – in primo luogo le donne sposate – potevano raggiungere attraverso il riconoscimento dei diritti civili, l’istruzione e il diritto di voto, l’indipendenza e più libertà. Naturalmente, questi sforzi andavano contro gli interessi di molti uomini. Tuttavia, le suffragette erano convinte che il riconoscimento del diritto di voto e la conseguente emancipazione delle donne avrebbe dato beneficio alll’intera società.
L’introduzione del diritto di voto femminile in alcuni paesi:
– 1869 Wyoming
– 1893 Nuova Zelanda (diritto di voto attivo)
– 1902 Australia (solo le donne bianche fino al 1967)
– 1906 Finlandia
– 1913 Norvegia
– 1918 Germania e Austria
– 1919 USA
– 1944 Francia
– 1946 Italia
– 1971 Svizzera (voto a livello nazionale)
– 1990 Iraq
– 2005 Kuwait


Emmeline Goulden Pankhurst
war gemeinsam mit ihren Töchtern Christabel, Sylvia und Adela, Anführerin der militanten Suffragetten in England. Für ihren Einsatz wurde sie auch zeitweise ins Gefängnis gesperrt. Sie starb 1928 kurz bevor in England den Frauen das volle Wahlrecht zugestanden wurde.

Emmeline Pankhurst Goulden insieme alle sue figlie, Christabel, Sylvia e Adela, era leader delle suffragette militanti in Inghilterra. Diverse volte fu incarcerata. Morì nel 1928  poco prima che in Inghilterra alle donne fu concesso il diritto di voto.

Und hier, passend zum heutigen Tag, Clara Eißner Zetkin.
Sie schlug 1910 auf der zweiten internationalen Konferenz sozialistischer Frauen in Kopenhagen die Einrichtung eines Internationalen Frauentags vor.

Ed ecco, perfetta per la giornata di oggi, Clara Zetkin Eissner.
È sua la proposta, nel 1910 durante il secondo convegno internazionale delle donne socialiste a Copenhagen, di creare una Giornata Internazionale della Donna.

Anita Augspurg beschloss mit 36 Jahren, Jura zu studieren; dazu musste sie nach Zürich gehen, weil es in Deutschland nicht möglich war. Mit der Frauenrechtlerin Lida Heymann eröffnete sie in Hamburg das erste Frauenzentrum und kämpfte bis ans Lebensende für Recht auf Bildung und Wahlrecht für Frauen.
Die Tirolerin Maria Ducia war eine bedeutende Vertreterin des 1912 gegründeten Landesfrauenkomitees, das sich für politische Bildung für Frauen, Abschaffung des Verbots der Teilnahme von Frauen an politischen Vereinen und die Einführung des Frauenwahlrechts einsetzte. 1919 wurde sie in den Tiroler Landtag gewählt.

Anita Augspurg decide a 36 anni di studiare legge, per questo si deve trasferire a Zurigo, perché in Germania non é possibile. Con Lida Heymann apre ad Amburgo il primo centro per donne e si batte fino alla fine della sua vita per il diritto all’istruzione e il diritto di voto per le donne.
La tirolese Maria Ducia è stata un’importante rappresentante del Comitato Provinciale delle donne, fondato nel 1912, che organizzava campagne per l’educazione politica per le donne, si impegnava per l’abolizione del divieto di partecipazione delle donne a partiti politici e si batteva per l’introduzione del diritto di voto femminile. Nel 1919 è stata eletta al Parlamento del Tirolo.


Begeht
ihr den 8. März irgendwie, macht ihr etwas Besonderes?
Ich habe heuer keine Gelegenheit, wie etwas im letzten Jahr an einer besonderen Veranstaltung teilnzunehmen, weil die meisten davon bereits am vergangenen Sonntag stattgefunden haben. Ansonsten gibt es bei mir keine Mimosen und auch keine Schokolade oder so… weshalb auch? Ich verstehe den Internationalen Tag der Frauen eher als kulturellen Auftrag: sich erinnern, sich bewusst sein des gegangenen Weges und des Stück Weges, das noch vor uns liegt, auf der ganzen Welt.
Und dieses Jahr gibt es neben diesem Geschichte-Projekt für ein paar liebe Freundinnen diese Karte von mir. Leider kann ich sie nicht allen schicken, denen ich sie gerne schicken würde, ich hoffe ihr freut euch auch einfach so, wenn ihr sie nur auf dem Foto seht: sie ist für euch alle!

E voi, fate qualcosa di particolare l’8 marzo?
Quest’anno non ho occasione di partecipare ad un incontro particolare come l’anno scorso visto che la maggiorparte delle iniziative per l’8 marzo si sono giá svolte domenica. A casa nostra comunque mimose o cioccolatini non ce ne saranno come non ci sono mai stati, io intendo la Giornata Internazionale delle Donne come compito culturale: ricordare la strada che é stata fatta ed essere consapevoli di ció che ancora é da fare, di strada, in tutto il mondo.
Mentre per i miei figli ho preparato queste particolari lezioni di storia, alcune care e preziose amiche riceveranno questa cartolina. Purtroppo non mi é possibile spedirla a tutte quelle che vorrei, spero che vi faccia piacere anche guardare la cartolina solo sulla foto: é per tutte voi!

14 Antworten zu Women’s History 5: Women in 19th Century

  1. Lanterna sagt:

    Il tuo excursus nella storia delle donne è stato molto interessante, ne farò tesoro!
    Io, tanto per celebrare la giornata della donna, ho dovuto chiedere a mia madre di prendere ferie perché oggi la scuola è chiusa per Carnevale e non c’è nessun servizio comunale sostitutivo:-/

    PS: grazie del tuo intervento da me!

  2. Palmy sagt:

    Anche io penso che le mimose e l’uscita serale folleggiante (con annesse volgarità) nn siano il modo corretto per ricordare una data comunque non allegra, quella della morte di 140 operaie! Buona celebrazione anche a te!

  3. Liebe Sybille,
    vielen Dank für Deine wunderbare Karte zum Internationalen Frauentag! Dir wünsche ich einen ebensotollen!
    Herzlichst
    Mirjam

    PS Deine Postkarte war sogleich Inspiration

  4. Oggi ho pensato tanto a una figura femminile che mi ha sempre affascinata, ma da quando sono tornata all’Università ancora di più: Maria Montessori.
    Purtroppo la giornata è pienissima e non ho organizzato qualcosa di speciale; domani, però, sarò con alcune delle donne più importanti della mia vita (mia mamma, mia sorella e mia nipote) e potremo festeggiare come si deve!

    • Sybille sagt:

      La Montessori la „incontreremo“ proprio domani! Ti auguro un bellissimo incontro con le „tue“ donne.🙂

  5. mammainverde sagt:

    Sto seguendo tutta la storia delle donne che hai impostato. Un lavoro bellissimo che ho letto con attenzione. Grazie mille e buon otto marzo.

    • Sybille sagt:

      Grazie… abbi pazienza con le mie traduzioni italiane che ogni tanto non sono il massimo! Ma la perfezione non mi appartiene e o lo scrivo come mi viene al momento o ci rinuncio. Buona serata!

  6. Speranza sagt:

    Quante belle donne ci hai fatto conoscere! Grazie! Anche noi, con i nostri blog, potremmo un giorno essere annoverate per aver contribuito alla crescita della consapevolezza dell’essere donna.

  7. Anna sagt:

    Non ti nego che ho un’avversione molto particolare per il festeggiamento della festa dell’8 Marzo: mi sembra che sia uno squallido marciume, per giunta ridicolo, quello che si muove gondolandosi di ristorante a ristorante…no, ritengo che oggi la donna, non tutte le donne ovviamente, ma la donna di oggi abbia veramente sciupato gran parte della propria classe e dignità rendendosi vittima, il piu‘ delle volte, di irrisori canoni estetici e basta. Comunque le grandi donne, come tu stessa sottolini in questo bellissimo post, ci sono sempre state e ci saranno sempre e io sono felice di pensare a loro in questo giorno!

    • Sybille sagt:

      Infatti é la GIORNATA della donna, non la FESTA! Ho notato che in italiano si parla spesso di „festa“ della donna, mentre in tedesco é sempre stata il „Tag der Frau“, cosí come esiste il „Tag“ (giorno) della biodiversitá e altri, insomma una giornata per ricordare ed evidenziare e non tanto una festa. Non ho mai capito cosa ci sarebbe da festeggiare. A dire il vero mi rende triste pensare ai centinaia di anni nei quali donne di talento non hanno potuto esprimersi, fare cose grandi, studiare, partecipare, e semplicemente „sentirsi okay“… Guardando indietro si vede un oceano di sacrifici, di vite vissute a metá, di „vorrei ma non riesco“. Certo, sono contenta e grata (a tutte quelle donne e anche gli uomini che si sono impegnati a cambiare le cose) che io sto vivendo in un mondo migliore, peró questo mondo é piccolo, in tanti paesi c’é ancora tanta strada da fare, e poi se guardiamo meglio il „nostro mondo“ non é che sia tutto rose: ad esempio ancora le donne non possono scegliere veramente come voler vivere, i blog sono pieni di „vorrei ma non é possibile“, si continua a scegliere il „male minore“ ma siamo sempre tormentate dal dubbio di aver scelto forse la cosa sbagliata, per esempio nella questione su se e come conciliare lavoro e famiglia…
      Stessa cosa, per quanto riguarda il termine „festa“ o „giorno“ é per il Muttertag (anche qui, in italiano diventa „festa della mamma“), per me un’occasione per riflettere ai lati positivi e le problematiche ancora da risolvere in questo campo; sí certo é anche un’occasione per dire grazie alla propria mamma, cosí come nel giorno della donna si dice „auguri“ alle amiche o donne importanti che si conoscono: é come dire grazie per quello che fai, per le cose per le quali ti impegni, che spesso sono considerate „normali“ e rimangono invisibili.
      Un esempio: al papá che va a fare la spesa insieme al bimbo gli dicono: Ma che bravo papá moderno, eh, cosí la mamma si puó riposare un po‘. – Hai mai sentito dire ad una mamma complimenti perché va a fare la spesa insieme al bambino (che sembra una cosa banalissima ma con bimbi piccoli spesso é una vera impresa!)?
      O il figlio che fa la passeggiata con il genitore anziano e lo porta un po‘ al sole, subito si dice: Che bravo, che buon’anima, si occupa di sua mamma invece di andare al bar con gli amici! – La figlia che cura i genitori anziani invece é una che „fa solo il suo dovere“. Almeno, qui dalle mie parti le cose vengono viste piú o meno cosí. E a me dá parecchio fastidio.

  8. annarita sagt:

    Cara Sybille, anche se un giorno in ritardo (ma vale tutto l’anno), Buona Giornata della Donna, la penso esattamente come te, e in questi giorni leggere le tue storie di donne è davvero affascinante!🙂

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