schi! sca! scu! gio! cia! ceci!

Beim lauten Lesen in Italienisch habe ich bemerkt, dass Sandro immer noch Unsicherheiten bei der korrekten Aussprache mancher Laute hat.

L’ho notato quando Sandro leggeva ad alta voce in italiano: continua a mostrare delle insicurezze con la pronuncia corretta di alcuni suoni.

Es ist für uns Deutschsprachige auch nicht so ohne weiters einzusehen, dass man SCHI nicht schi liest sondern ski, und dass man um sche zu sagen SCE schreibt, dass aber SCO wie sko klingt und wenn man scho lesen möchte muss SCIO geschrieben werden usw.
Puh! Wie immer wird die Sache dann erst einfach, einleuchtend und klar, wenn man die Regeln und die Ausnahmen wirklich verstanden hat.

Per noi di madrelingua tedesca é ben un po’ complicato capire che SCHI non si legge sci (come invece si fa con lo SCHI tedesco) ma ski, e che SCE non é sche (mentre lo SCHE tedesco é proprio sce); dall’altra parte SCO suona sko e per dire lo SCHO tedesco bisogna scrivere SCIO ecc.
Come sempre le cose diventano chiare solo quando si hanno capito bene sia le regole che le eccezioni!


Wir haben wieder mit unseren italienischen Kärtchen gearbeitet und Silben zugeordnet.

Abbiamo lavorato con le nostre piccole schede dell’alfabeto italiano.


Langsam ergibt sich das Muster einer gewissen Logik.
Da braucht’s ein H damit es wie K klingt, dort nicht.

Un po’ alla volta diventa chiaro che c’é dietro un sistema, una logica!
Per fare in modo che il suono sia quello “in stile K”, qui bisogna aggiungere l’H, lí invece no.


Dort braucht es ein I damit’s wie TSCH klingt, und hier nicht.

Lá ci vuole una I, invece qui no.


Mit dem S davor sind die Regeln eigentlich dieselben!

In fondo, con la S davanti, le cose sono sempre quelle!


Nochmal eine kleine Übersicht, eingeteilt in K- und Tsch-Laute.
Dann habe ich noch eine Liste mit vielen schwierigen Wörtern zusammengestellt, die Sandro täglich laut vorliest.
So bekommen wir die Sache bestimmt endgültig in den Griff.
Wer diesen Text in der englischen Google-Übersetzung liest, wird sich wundern.

Un piccolo riassunto da tenere a portata di mano, per ricordare.
Poi ho scritto un elenco con parole difficili che Sandro legge ad alta voce tutti i giorni, cosí il problema si risolverá una volta per tutte.
Certo che quelli che leggono questo blog con la traduzione di google in inglese, questa volta si meraviglieranno.

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15 Antworten zu schi! sca! scu! gio! cia! ceci!

  1. Leyla sagt:

    Cara Sybille, seguo sempre il tuo blog, fonte continua d’ispirazione per il nostro homeschooling part time, che abbiamo cominciato a mettere in pratica in seguito alle grosse difficoltà riscontrate a scuola da mia figlia. Ho trovato quest post molto interessante, anche lei a volte ha ancora difficoltà con la pronuncia, ma in tedesco, e vorrei provare questo sistema.
    Buona settimana

  2. mammainverde sagt:

    che bel lavoro… lo farò anch’io con il mio bambino. Grazie!

    • Sybille sagt:

      È stato un po’ un lavoro fare tutti quei disegnini alcuni anni fa peró alla fine le usiamo anche abbastanza spesso.

  3. Amalia sagt:

    Cara Sybille,
    è sempre un piacere leggere i tuoi posts.
    Una bambina che seguo al doposcuola, ha problemi di pronuncia quando incontra parole come:” sci-sce”, forse questo post ptrebbe tornare utile, altrimenti hai qualcosa da suggerirmi?
    Grazie,
    un bacio,
    Amalia

    • Sybille sagt:

      Ciao Amalia,
      sí prova con un metodo come questo, anche a far leggere la bambina ad alta voce parole “difficili”. Magari non troppo in una volta: io sono convinta del metodo “poco e spesso”.
      Altri giochetti da fare sono i classici memory (ad esempio con “sce” e la cartolina-partner invece é una parola che contiene il sce, come “moscerino”. Oppure ancora un domino o trimino.
      Ti segnalo questo sito da dove si possono stampare comodamente, su cartoncino magari, schede e cartoline memory o domino eccetera:
      http://vs-material.wegerer.at/blanko/blanko.htm
      giú in fondo alla voce “Dominos” basta che clicchi sull’immagine, oppure alla voce “Paare suchen alias Memory” e “Kartenspiele” basta che apri i file.
      Un altro consiglio che posso dare é di provare a proporre spesso giochetti o compiti diversi ma sullo stesso tema, insomma di variare le proposte, tipo un giorno un memory, l’altro un domino, l’altro un dettato ecc. (non si sa mai prima con quale approccio l’individuale bambino riesce a comprendere meglio), é meno stancante e piú divertente. Ciao e auguri!

  4. mammasorriso sagt:

    cara Sybille, grazie dei preziosi consigli, ne farò tesoro. proprio in questi giorni il mio ometto stà imparando le parole con sce, sche, sci,schi e vedo che ha bisogno di un aiutino. grazie

  5. Quando insegnavo italiano qui alla Folkhochschule, davo come regola che in Italiano, quando c’era una H davanti a C o G, il suono diventava ‘H’ard, duro.
    Di solito se ne ricordavano. :)

  6. Eva sagt:

    Lernt man in Italien (besonders auch in Südtirol) eigentlich Latein als Fremdsprache? Würde das beim Italienischen nicht helfen?

    • Sybille sagt:

      Latein lernt man erst in der Oberschule (also ab der 9. Klasse) aber nur im humanistischen, altsprachlichen und naturwissenschaftlichen Lyzeum (also wer später z. B. Medizin weiterstudieren wird). Allerdings sind diese Bezeichnungen für die Schulen jetzt auch wieder falsch weil mit der neuen Reform alles anders heißen wird (bloß weiß ich nicht genau wie).

      • Eva sagt:

        Hier in Amerika wird kaum noch Latein unterrichtet, ist aber bei “homeschoolers” sehr beliebt. Da fängt man oft schon in Klasse 2 oder 3 an. In Deutschland fängt man im Gymnasium meist in Klasse 7 an. Hast Du Latein gelernt? Wie hast Du Italienisch gelernt, auch in der Schule?

      • Sybille sagt:

        Ich habe kein Latein gelernt, natürlich verstehe ich aber viele Wörter über das Italienische. Ich gehöre zu den “Privilegierten” die mit Italienisch aufgewachsen sind, weil meine Großmutter väterlicherseits italienisch ist und weil meine Eltern miteinander meistens italienisch geredet haben (vor allem wenn wir Kinder es nicht verstehen sollten, hi-hi), also vom Zuhören her. Dann habe ich in einem Viertel (ich bin nicht hier sondern in einer Art Kleinstadt aufgewachsen) gewohnt, wo die meisten Kinder der Nachbarshäuser italienischsprachig waren, so ist das ganz normal gewesen und beim miteinder Spielen lernt man die andere Sprache am schnellsten. Richtig begriffen dass es zwei verschiedene Sprachen sind habe ich erst, als ich im Kindergarten gemerkt hab, dass meine gewohnten Freunde nicht da waren, und dass es also auch einen Kindergarten in der “anderen” Sprache gab. Als ich zur Schule kam, konnte ich also bereits ziemlich gut italienisch, zumindest mündlich und im Verständnis.

  7. Eva sagt:

    Ja, so lernt man Sprachen natürlich am einfachsten. Flora weiß auch noch nicht so richtig, daß sie zwei Sprachen lernt, obwohl sie sie meistens nicht durcheinanderbringt.

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