Fimo

29. April 2011

Wir haben zum ersten Mal mit der Modelliermasse Fimo gebastelt.
Eine Art Kärtchenhalter ist daraus geworden: verwendbar für kleine Grüße, Notizzettelchen oder auch als Tischkarten-Halter.

Abbiamo lavorato per la prima volta con la pasta modellabile Fimo.
Ne é uscito una specie di supporto per biglietti di auguri o per segnaposto.

Wir haben auch über Fimo gelesen. Das Material wurde 1939 von Sophie Kruse, Tocher der berühmten Puppenherstellerin Käthe Kruse, erfunden, die ein neues Material für Puppenköpfe entwickeln wollte.

Abbiamo anche letto sulla storia di Fimo: é un’invenzione di Sophie Kruse, figlia die Käthe Kruse (molto conosciuta per le sue bambole), che cercando di trovare un nuovo materiale per le teste delle bambole, ha creato appunto il Fimo.

Nach dem Herstellen der Knetfigur wird diese eine halbe Stunde lang bei 110° im Ofen gebacken. Hier die genauen Anleitungen.
Sie sind genau zu berücksichtigen, da das Material nicht ungefährlich ist. Es ist laut Hersteller erst für Kinder ab 8 Jahren geeignet und nur unter Aufsicht von Erwachsenen.

Dopo aver prodotto la forma, bisogna metterla nel forno per mezz’ora a 110°.
Bisogna assolutamente seguire le indicazioni di temperatura e tempo perché il materiale puó diventare tossico se non si fa attenzione. Secondo i produttori é da utilizzare solo con bambini da 8 anni in sú e solo accompagnati durante il lavoretto da un adulto.

Mit Fimo lassen sich bestimmt eine Menge schöner Dinge basteln: Schmuckperlen, Schlüsselanhänger, Dekorationsstücke… –
Und schon wieder ist die Woche um, und auch der Monat April neigt sich dem Ende zu. Nur noch 6 Wochen sind es bis zum offiziellen Ende des Schuljahrs. Wir wollen demnächst versuchen, die meisten der begonnenen Projekte zu beenden bzw. weiterzuführen (ja, wir haben wieder Post für Italia 150 bekommen!), und dann auch langsam konkretere Pläne für den Sommer zu schmieden.

Con Fimo sicuramente si potrebbero creare un mucchio di belle cose: perle e gioielli, portacchiavi, figure varie per decorazioni… –
E un’altra settimana é volata, e anche il mese di aprile sta per concludersi. Solo 6 settimane circa e l’anno scolastico sará ufficialmente finito. Nei prossimi tempi cercheremo di concludere alcuni progetti, oppure di portarli avanti (sí, abbiamo di nuovo ricevuto posta per Italia 150!), e poi pian piano penseremo a qualche proposta particolare per l’estate.


Kuckuck! Cuccú!

28. April 2011

Vor kurzem sind wir auf einem Spaziergang einem Kuckuck begegnet: man hört diesen Vogel zwar täglich rufen, aber man bekommt ihn nicht so oft zu Gesicht, und wenn, dann hat man bestimmt keinen Fotoapparat zur Hand…

Poco fa abbiamo incontrato, durante una passeggiata, un cuculo seduto su un recinto: questo uccello lo sentiamo chiamare quasi ogni giorno in questo periodo, ma pochissime volte siamo riusciti ad osservarlo e mai avevamo a portata di mano la macchina fotografica…

Zum Kuckuck haben wir wieder in verschiedenen Büchern recherchiert und auch im Internet.
Hier
gibt es sehr schöne Bilder.

Abbiamo fatto alcune ricerche su questo uccello in diversi libri e anche in rete.
Qui ci sono delle belle fotografie.

Interessant, wie der Kuckuck in verschiedenen Sprachen heißt: Cuculo, Cuckoo, Kukushka, Kukula, Coucou…

Interessanti i nomi per il cuculo in altre lingue: Kuckuck, Cuckoo, Kukushka, Kukula, Coucou…

Natürlich glauben wir nicht, dass der Kuckuck „zu faul“ ist um ein eigenes Nest zu bauen! Wir fanden allerdings nur einen einzigen Hinweis darauf, warum der Kuckuck seine Eier in fremde Nester legt. Vermutlich hängt das damit zusammen, dass der Kuckuck früher wilde Rinderherden begleitete und sich vor allem von ihren Parassiten (Maden) und von den Fliegenschwärmen, die es da zuhauf gab, ernährte. Da die Rinderherden von Weide zu Weide zogen, musste der Kuckuck mitziehen und hatte also „keine Zeit“, sich um den Nestbau zu kümmern. Das wäre doch eine einleuchtende Erklärung!

Ovviamente non crediamo che il cuculo sia „troppo pigro“ per costruire un nido proprio ed allevare i propri figli! Abbiamo trovato una sola indicazione che potrebbe spiegare il suo comportamento. Probabilmente é collegato al fatto che in tempi passati questo uccello usava accompagnare le mandrie di manzi per nutrirsi dei loro parassiti e delle tantissimi mosche e moscerini che naturalmente si trovavano in questo tipo di ambiente. Cosí, visto che i manzi passavano da pascolo in pascolo in cerca di cibo, anche il cuculo si vedeva costretto di seguirli per non perdere la sua fonte di cibo. In pratica, in questo modo, „non aveva tempo“ per occuparsi di fare un proprio nido e accudire i piccoli e questo comportamento gli é rimasto fino ad oggi. Beh, potrebbe essere una spiegazione plausibile, no?

Wusstet ihr das? –  Vorbild für die Figur des Roadrunner war der Wegekuckuck (Geococcyx californianus, engl. Greater Roadrunner), ein großer amerikanischer Kuckucksvogel!

Lo sapevate? – Modello per il Beep Beep é stato il Geococcyx californianos, in inglese Greater Roadrunner, un tipo di cuculo americano, detto anche corridore della strada!

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Wir befassten uns noch ein wenig mit Redensarten, in denen der Kuckuck vorkommt, und sangen noch einige typische Kuckucks-Lieder wie:

Abbiamo anche parlato di proverbi tedeschi che hanno il cuculo come protagonista, e abbiamo cantato alcune canzoni tradizionali come:

Auf einem Baum ein Kuckuck – die Version von H. Grönemeyer hier
Kuckuck, Kuckuck ruft’s aus dem Wald
Der Kuckuck und der Esel – es gibt dazu sogar eine recht rockige Version qui una versione un po‘ rock ;)
La canzone del cuculo

Fallen euch noch weitere Kuckucks-Lieder ein?
Von Händel gibt es das nette Stück „Der Kuckuck und die Nachtigall.“
…Kuckuck! 🙂

Vi vengono in mente altre canzoni del cuculo?
Anche il compositore Händel si é dedicato al cuculo, é un pezzo molto simpatico.
… cuccú! 🙂


Weizen

27. April 2011

Wir haben uns zum laufenden Projekt Getreide mit dem Weizen beschäftigt: wie das Weizenkorn aufgebaut ist. Dazu entstand, nach einer Zeichnung im Buch, ein aufklappbares Korn-Modell, eine Art Mini-Lapbook.

Abbiamo parlato, per il nostro progetto sui cereali, del grano: come é fatto il chicco di grano? Cosí é nato questa specie di mini-lapbook, insomma un modello di chicco di grano da aprire.

Sandro klebte das Modell dann auf das Getreidesorten-Plakat.

Sandro l’ha attaccato sul poster dei cereali.


Wir haben dieses schöne Gedicht gelesen und besprochen. Es erzählt von Weizen und Unkraut und vergleicht diese mit dem Guten und dem Schlechten im Menschen.

Abbiamo letto questa poesia che racconta di grano ed erbaccia che crescono nello stesso campo: questi vengono confrontati con il Bene e il Male che puó crescere nell’anima umana. Ecco perché c’é bisogno di Dio che ci aiuta a sconfiggere le erbaccie e a far crescere bene il grano. Piú o meno dice cosí.


Wir haben die größten Weizenproduzenten der Welt aus Wikipedia gesucht und Sandro hat eine entsprechende Weltkarte gefärbt.

Abbiamo cercato su wikipedia i piú importanti produttori di grano e in base a questi dati Sandro ha colorato una mappa.


Wir haben auch den Atlas zu Rate gezogen. Es tut immer wieder gut, sich mit verschiedenen Landkarten auseinanderzusetzen.

Abbiamo usato anche l‘atlante: ogni tanto fa bene riprendere in mano questo libro e affrontare le diverse tipologie di mappa.


In einem Schulbuch von John aus dem Fach Lebensmitteltechnologie haben wir auch noch viele Informationen über Weizen gefunden, z. B. über das Mahlen und über die Unterschiede zwischen weißem und Vollkornmehl.

In un libro di John (tecnologia alimentare) abbiamo trovato altre informazioni interessanti sul grano, come la lavorazione e le differenze fra farina integrale e bianca.


Zu Mittag haben wir Pizza aus Weizenmehl gebacken.

A mezzogiorno abbiamo fatto una pizza con farina di grano.


Articolo sull’homeschooling

27. April 2011

L’ha segnalato Perfectio Conversationis, ecco qui un interessante articolo appena uscito sull’homeschooling:

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/4/26/SCUOLA-Se-volete-mandare-i-figli-ad-Harvard-fateli-studiare-a-casa/171062/


Fraxinus with Podalirius

26. April 2011


Around Easter

25. April 2011

Wir hatten ein schönes Osterfest an einem sonnigen Tag. Mit einem feinen Spaziergang mit erweiterter Familie, mit einfachem aber gutem Essen und viel Spaß.

Abbiamo avuto una bella festa di Pasqua in una bella giornata di sole. Con una bella passeggiata con la famiglia, con un pranzo semplice ma buono e molto divertimento.

Am Karsamstag war ich beim Unterschriftensammeln für das Volksbegehren zur Direkten Demokratie, hier habe ich ein paar Eindrücke darüber beschrieben. Es ist immer wieder spannend und eine bereichernde Erfahrung. Es tut gut, inmitten dieser Zeit der Ungewissheit und der sich ständig ändernden Tatsachen, etwas Sinnvolles tun zu können, etwas das einem das Gefühl gibt, dass man nicht nur ausgeliefert ist sondern auch Weichen stellen kann für Änderungen. Auch wenn es nicht einfach geht. Aber probieren kann man, muss man es.

Sabato sono stata a dare una mano nella raccolta firme per la proposta di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, qui ho descritto alcune impressioni. È ogni volta una esperienza positiva, che arricchisce. Fa bene avere la sensazione di poter fare qualcosa di utile, qualcosa sotto il segno della positivitá, in mezzo a questo periodo di incertezze dove da un giorno all’altro le cose cambiano e non sai piú bene come orientarti. Per non avere la sensazione di non poter fare nulla, di dover soltanto subíre le decisioni di altri. Anche se non é facile cambiare le cose: ma tentare si puó, tentare bisogna.

Mr K und Sandro haben auf der Terrasse an einer neuen Überdachung gebaut und eine Superarbeit gemacht. John war viel mit seinem Freund unterwegs. Und mein Bild zum Thema Pfingsten ist auch fertig: ja, ich war während der Osterzeit eigentlich schon „in Pfingsten“ unterwegs mit den Gedanken. 🙂
Die letzte April-Woche ist kurz, fängt sozusagen mit einem Dienstag an; für mich ist sie auch wieder voll mit verschiedenen spannenden Terminen und Begegnungen, auf die ich mich freue. Alles Gute euch allen!

Mr K e Sandro hanno iniziato a ristrutturare la tettoia della terrazza. John si é goduto le ferie insieme al suo miglior amico. E io ho finalmente concluso il disegno sul tema di Pentecoste – giá, durante il periodo di Pasqua la mia mente era giá rivolta verso il pensiero di Pentecoste. 🙂
La nuova settimana é corta, inizia praticamente con un martedí; per me é di nuovo piena di appuntamenti e incontri interessanti e incoraggianti. Buona settimana a tutti voi!


Buon 25 aprile

25. April 2011

Buon 25 Aprile 2011, buona Giornata della Liberazione!

In questa occasione pubblico la „Lettera al presidente Napolitano“ degli ex ragazzi di Barbiana di Don Milani, che mi é stata spedita da Raffaella e che in questi giorni ho inoltrato ad amici e conoscenti.

Lettera aperta al Presidente della Repubblica
on. Giorgio Napolitano

11 aprile 2011

Signor Presidente,

lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell’unità nazionale che lei rappresenta.
Ma, signor Presidente, siamo anche dei „ragazzi di Barbiana“. Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani , che si poneva lo scopo di fare di noi dei „cittadini sovrani“. Alcuni di noi hanno anche avuto l’ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.
Il degrado morale e politico che sta investendo l’Italia ci riporta indietro nel tempo, al giorno in cui un amico, salito a Barbiana, ci portò il comunicato dei cappellani militari che denigrava gli obiettori di coscienza. Trovandolo falso e offensivo, don Milani, priore e maestro, decise di rispondere per insegnarci come si reagisce di fronte al sopruso. Più tardi, nella Lettera ai giudici , giunse a dire che il diritto – dovere alla partecipazione deve sapersi spingere fino alla disobbedienza: “In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste ( cioè quando avallano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate” .

Questo invito riecheggia nelle nostre orecchie, perché stiamo assistendo ad un uso costante della legge per difendere l’interesse di pochi, addirittura di uno solo, contro l’interesse di tutti. Ci riferiamo all’attuale Presidente del Consiglio che in nome dei propri guai giudiziari punta a demolire la magistratura e non si fa scrupolo a buttare alle ortiche migliaia di processi pur di evitare i suoi.
In una democrazia sana, l’interesse di una sola persona, per quanto investita di responsabilità pubblica, non potrebbe mai prevalere sull’interesse collettivo e tutte le sue velleità si infrangerebbero contro il muro di rettitudine contrapposto dalle istituzioni dello stato che non cederebbero a compromesso. Ma l’Italia non è più un paese integro : il Presidente del Consiglio controlla la stragrande maggioranza dei mezzi radiofonici e televisivi, sia pubblici che privati, e li usa come portavoce personale contro la magistratura. Ma soprattutto con varie riforme ha trasformato il Parlamento in un fortino occupato da cortigiani pronti a fare di tutto per salvaguardare la sua impunità.
Quando l’istituzione principe della rappresentanza popolare si trasforma in ufficio a difesa del Presidente del Consiglio siamo già molto avanti nel processo di decomposizione della democrazia e tutti abbiamo l’obbligo di fare qualcosa per arrestarne l’avanzata.
Come cittadini che possono esercitare solo il potere del voto, sentiamo di non poter fare molto di più che gridare il nostro sdegno ogni volta che assistiamo a uno strappo. Per questo ci rivolgiamo a lei, che è il custode supremo della Costituzione e della dignità del nostro paese, per chiederle di dire in un suo messaggio, come la Costituzione le consente, chiare parole di condanna per lo stato di fatto che si è venuto a creare. Ma soprattutto le chiediamo di fare trionfare la sostanza sopra la forma, facendo obiezione di coscienza ogni volta che è chiamato a promulgare leggi che insultano nei fatti lo spirito della Costituzione. Lungo la storia altri re e altri presidenti si sono trovati di fronte alla difficile scelta: privilegiare gli obblighi di procedura formale oppure difendere valori sostanziali. E quando hanno scelto la prima via si sono resi complici di dittature, guerre, ingiustizie, repressioni, discriminazioni.
Il rischio che oggi corriamo è lo strangolamento della democrazia, con gli strumenti stessi della democrazia. Un lento declino verso l’autoritarismo che al colmo dell’insulto si definisce democratico: questa è l’eredità che rischiamo di lasciare ai nostri figli. Solo lo spirito milaniano potrà salvarci, chiedendo ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità anche a costo di infrangere una regola quando il suo rispetto formale porta a offendere nella sostanza i diritti di tutti. Signor Presidente, lasci che lo spirito di don Milani interpelli anche lei.

Nel ringraziarla per averci ascoltati, le porgiamo i più cordiali saluti

Francesco Gesualdi, Adele Corradi, Nevio Santini, Fabio Fabbiani, Guido Carotti, Mileno Fabbiani,
Nello Baglioni, Franco Buti, Silvano Salimbeni, Enrico Zagli, Edoardo Martinelli, Aldo Bozzolini



Breve scheda biografica di don Lorenzo Milani
Don Lorenzo Milani, morto nel giugno 1967, è salito alla ribalta della scena italiana per essersi dedicato, corpo e anima, all’elevazione culturale di operai e contadini affinché potessero affrancarsi dall’oppressione e dall’ingiustizia.

Persona tutta d’un pezzo, appena nominato cappellano a Calenzano, scosse l’Italia per la sua costante denuncia di tutte le situazioni che provocano ingiustizia e violazione dei diritti, indipendentemente da chi le provocasse o avallasse. Ciò gli procurò molti nemici anche all’interno della sua stessa Chiesa, che per neutralizzarlo lo confinò a Barbiana, un villaggio sperduto sugli Appenini toscani. Ma la sua notorietà crebbe ulteriormente perché creò una scuola del tutto innovativa, per contenuti, finalità e metodi. L’atto finale fu la stesura di Lettera a una professoressa, un testo collettivo scritto assieme agli allievi per denunciare il carattere classista e discriminatorio della scuola italiana.
Don Milani è famoso anche per la Lettera ai Giudici, nella quale sostiene il primato della coscienza sulle leggi dell’uomo proponendo la disobbedienza come via estrema per evitare all’umanità il ripetersi delle atrocità che ha conosciuto.

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Guten 25. April! Heute ist italienischer Staatsfeiertag: Tag der Befreiung Italiens von Faschismus und Nationalsozialismus.

Bei dieser Gelegenheit veröffentliche ich hier oben (in italienisch) den „Brief an Staatspräsidenten Napolitano“ seitens der ehemaligen Schüler von Don Milani, den ich durch Raffaella erhalten und auch bereits weitergeleitet habe, damit ihn viele Menschen lesen können.

Don Lorenzo Milani, der im Juni 1967 starb, hat sein Leben den Armen, den Arbeitern und Bauern gewidmet, damit sie sich durch Bildung und Kultur von Unterdrückung und Ungerechtigkeit befreien könnten.
Er erhob immer dann seine Stimme, wenn er Unrecht und Verletzung von Rechten sah, unabhängig davon, wer diese verursachte. Dies brachte ihm viele Feinde, auch innerhalb seiner eigenen Kirche, die ihn nach Barbiana versetzte, einem abgelegenen Dorf auf dem toskanischen Apennin, um ihn sozusagen“ zu neutralisieren“. Aber sein Ansehen wuchs weiter, weil er dort eine völlig neue Schule errichtete, neu in  Inhalt, Zielen und Methoden. Berühmt bis heute ist der „Brief an eine Lehrerin“, ein Text, der in Zusammenarbeit mit seinen Schülerinnen und Schülern entstand und die Diskriminierungen und den Charakter des italienischen Schulsystems anklagte.
Don Milani ist auch bekannt für den „Brief an die Richter“. Er unterstreicht darin die Verantwortung des Einzelnen durch das Gewissen und schlägt Ungehorsam als Mittel zur Vermeidung von Gräueltaten, die die Menschheit erlebt hat, vor. Berühmt ist auch sein Ausspruch „I care“ – ich kümmere mich darum, ich sorge dafür.
Im oben genannten Schreiben appellieren seine ehemaligen Schülerinnen und Schüler an den Staatspräsidenten, sich im Geiste Don Milanis einzusetzen im derzeitigen Demokratie-Notstand Italiens.